Blockchain…che fine ha fatto?

Blockchain...che fine ha fatto?

Negli ultimi tempi si parla poco di quella lista ordinata e criptata che e’ la blockchain, con la sola eccezione di quelli che continuano a buttarci dei soldi con le criptomonete (molti) e quelli che continuano a guadagnarci (pochi). In compenso e’ aumentato il buzz di quelli che pretendono di usarla per “decentralizzare” il web.

E con questo siamo al ridicolo.

Prendiamo per esempio il fediverse: in quel caso stiamo effettivamente decentralizzando il social network. Lo stiamo facendo perche’ il database su cui gira https://boseburo.ddns.net e’ su un piccolo computer, comprato all’uopo, che lo ospita. Siccome ho ordinato ad un cronjob di ripulire il database eliminando ogni dato piu’ vecchio di tre giorni, sono io  a decidere cosa tenere e cosa no.

E siccome intendo ripulire il database completamente ogni anno (in pratica reinstallero’ completamente l’istanza, tenendo solo gli utenti) , il database e’ effettivamente decentralizzato. E’ vero che lo zuckerberg della situazione potrebbe anche fare un crawler per prendere tutti i miei post (in questo senso preferisco scuttlebutt, che ha solo dei client senza interfaccia web) , ma non riuscirebbe a sapere chi li abbia letti. Che browser usasse. Non riuscirebbe a far girare un javascript sul computer di ogni utente, che gli dica tutto sul computer e sull’ IP e sulla posizione geografica , sulla WIFI, di chi legge i post.

Adesso facciamo il confronto con un social che gira su blockchain. Esso sarebbe “decentralizzato”. Davver? Strano, perche’ a dire il vero la blockchain e’ una sola, unica struttura dati. Oh, sicuro: ne avete una copia anche sul vostro computer, ma questo NON significa che sia “decentralizzato”, al massimo potremmo dire che e’ estremamente replicato.

Che liberta’ e quale controllo avete sui vostri dati? Beh… nessuna. Una blockchain e’ immutabile. Non potete, come faccio io , ripulire il database dei dati piu’ vecchi di tre giorni. Non potete ripulirlo ogni anno. I vostri dati rimarranno li’ per sempre.

E questo vi darebbe “controllo” sui vostri dati?

Adesso mi direte, tutti in coro: “ma i dati sono criptati”. Aha. In una blockchain IMMUTABILE. Sapete che significa? Significa che se per caso qualcuno scopre un attacco a quella particolare criptazione in uso su quella particolare blockchain, TUTTI i vostri dati diventano pubblici in un solo giorno, e non avete nessun cazzo di modo di toglierli da li’. La blockchain e’ immutabile, ricordate?

E quindi, se qualcuno avesse costruito  una blockchain usando Dual_EC_DRBG, per dire, presto scoprireste che ha una backdoor di NSA: https://en.wikipedia.org/wiki/Dual_EC_DRBG

E voi state mettendo tutti i dati nello stesso paniere. Mica male, come decentralizzazione.

La blockchain non puo’ decentralizzare nulla. Ma proprio nulla. Si tratta di una sola struttura dati, una lista concatenata https://it.wikipedia.org/wiki/Lista_concatenata con un hash criptato. Ma questo non cambia il fatto che tutti i dati siano nella stessa struttura. Decentralizzato un cazzo.

Il fatto che tutti ne abbiate una copia non decentralizza proprio niente, al massimo replica.

Ed e’ questo il problema: quando si vende qualcosa per cio’ che non e’, quando si dice che la tale tecnologia fa qualcosa che in realta’ non puo’ fare, ci si sta bruciando. Ci si sta preparando al momento in cui le persone non vi crederanno piu’, dal momento che avete tradito tutte le promesse che avete fatto.

A questo si aggiunge l’ipocrisia di chi ha parlato di “monete che non sono controllate da un’elite di finanzieri”, quando tutte le criptomonete sono controllate dalle “whales”, cioe’ da quei finanzieri che comprano una quantita’ sufficiente di moneta all’inizio.

Il bello del mondo della tecnologia non e’ che le bugie hanno le gambe corte: il problema e’ che le gambe sono cosi’ corte che le persone ricordano ancora le promesse demenziali quando esse vengono scoperte false.

Certo, esistono moltissime possibili applicazioni della blockchain. Come ne esistono degli array, delle code FIFO e di qualsiasi altra struttura dati. Ma non esistono tutte quelle rivoluzionarie promesse con le quali una pletora di nuovi sacertoti ha cercato di accreditarsi.

Ricordate quella pletora di sedicenti guru della blockchain, che la spiegavano in modo volutamente incomprensibile, in modo da far credere di essere i sacerdoti di una conoscenza iniziatica occulta ai comuni mortali? Le interviste agli “esperti” di Bitcoin?

Dove sono ora queste persone? Le trovate qui:

Blockchain...che fine ha fatto?

Ho citato spesso questa curva in passato, ma effettivamente ho commesso un errore. Ho commesso l’errore di non spiegare abbastanza bene una cosa. Il fatto, cioe’, che si tratta di una HYPE curve.

La parola HYPE e’ la chiave di questo grafico.

Se non si capisce che HYPE in italiano significa “montatura”, non si riesce a capire che quella curva non vi dice in che cosa sperare o in che cosa investire, ma vi dice che cosa sia piu’ SOPRAVVALUTATO.

In questo momento, quindi, una delle tecnologia piu’ sopravvalutate e’ il 5G, insieme ai Biochip. Ma parliamo sempre di tecnologie sopravvalutate.

Ecco, la blockchain e’ stata in cima alla curva per molto tempo.

Il guaio e’ che non e’ finita mai nel plateau della produttivita’.

A voler essere precisi, la situazione della montatura e’ questa:

Blockchain...che fine ha fatto?

Ed ecco che cosa e’ successo ai guru della blockchain.

Blockchain...che fine ha fatto?
Notare lo smartz contract del 3D printing sul grafene, nello sfondo.

Casomai ve lo chiedeste, il testo di questa canzone non e’ altro che la ricetta per fare un particolare tipo di BratWurst.

Fonte: https://keinpfusch.net/blockchain-che-fine-ha-fatto/