Bitcoin II, la vendemmia

Di Uriel Fanlli, 24 giugno 2011

Da quando ho scritto cosa penso di quell’ammasso di aria fritta che e’ Bitcoin, mi trovo ad ospitare il peggio degli idioti che si sforzano di dimostrare che, a loro dire, la deflazione NON sarebbe un problema. Dimostrare che la deflazione e’ devastante per l’economia significa tirare in ballo evidenze cosi’ banali che non dovrebbero nemmeno essere menzionate. Il solo fatto che qualcuno dubiti degli effetti devastanti di una deflazione e’ sufficiente a definirlo “cialtrone”.  Il cialtrone che mi perseguita pretendendo di scrivere segoni al cervello sull’economia della rivoluzione francese non ha un QI sufficiente per capire quanto sto a spiegare. I miei lettori invece si’. Per questo NON useranno Bitcoin.

La deflazione e’ semplicemente il fenomeno opposto rispetto all’inflazione. Se in un periodo di inflazione i prezzi crescono e la moneta perde valore, in un periodo di deflazione la moneta acquista valore e i prezzi delle cose CALANO nel tempo. Questo puo’ sembrare bello sino a quando NON se ne esaminino le conseguenze sull’attivita’ produttiva.

Supponiamo di costruire una casa, e di comprare il materiale che serve alla nostra impresa.

Cosi’ oggi spendiamo 1000 bitcoin nella nostra economia di Bitcoin.

Sul nostro bilancio , allora, scriviamo -1000. Abbiamo speso 1000, quindi siamo a -1000 rispetto al conto di prima.

Ci mettiamo un anno a costruire una casa, e la vendiamo. Ma c”e’ stata deflazione, e oggi con 1000 di case ne comprate 100. Cioe’, oggi una casa si vende a 10 perche’ la moneta si e’ apprezzata. Risultato: la vendiamo a 10. Certo, con quei 10 oggi compriamo lo stesso che abbiamo comprato l’anno scorso a 1000.  Ma c’e’ un piccolo problemino: il bilancio ha memoria.

Il bilancio dell’operazione in un anno, cioe’ e’ di -1000 bitcoin che abbiamo speso un anno fa per il materiale, e di +10 che abbiamo incassato vendendo la casa. Morale: il nostro reddito di quest’anno e’ stato di -990 bitcoin. Fantastico: chiudiamo in perdita perche’ quando abbiamo venduto il prodotto il prezzo era CALATO rispetto a quando lo abbiamo acquistato.

Chiunque abbia un QI superiore  a 10 puo’ capire quale sia l’effetto devastante che la deflazione ha sull’economia privata. Se parliamo di Bitcoin, che si e’ apprezzato in un anno di 18.000 volte, vediamo cosa sarebbe successo:

  1. Chiunque abbia comprato una cosa a 36000, l’anno dopo la rivende a 2.
  2. Chiunque abbia un debito di 2, ha ancora un debito di 2, ma pesa come se fosse 36000
  3. Chi aveva due in banca oggi possiede l’equivalente di 36000

Ovviamente, la categoria 3  e’ avvantaggiatissima. Quando c’e’ deflazione, cioe’, chi ha soldi ci guadagna moltissimo. Il guaio e’ che chi ha debiti e’ devastato , e come se non bastasse chi produce e commercia non guadagna piu’.

Immaginiamo un commerciante che abbia COMPRATO qualcosa in bitcoin pagandolo diverse centinaia di bitcoin un anno fa. Un oggetto che costava uno o due dollari. Poi quest’anno lo deve rivendere, e ci prende CENTESIMI di bitcoin. Il suo bilancio annuale e’ stato di un debito di centinaia di bitcoin all’acquisto, e un’entrata di pochi centesimi alla vendita. E’ vero che il valore d’acquisto e’ cambiato, MA SUL CAZZO DI BILANCIO CI SCRIVETE SEMPRE E SOLO IL VALORE NOMINALE!

Questo e’ un concetto semplicissimo. Non c’e’ bisogno di scomodare nessuno. Un’economia in deflazione e’ un’economia nella quale:

  1. Chi ha soldi aumenta potere d’acquisto.
  2. Chi ha debiti affoga.
  3. Chi ha un’attivita’ produttiva semplicemente la chiude in perdita.

In pratica, parliamo di paesi dominati da situazioni di latifondo, finanziario e non, nei quali la rendita di chi ha moneta e’ enorme, mentre tutti gli altri fanno la fame.  Fantastico. Eccezionale.

Questo e’ lo scenario. Fine. Non c’e’ modo di scomodare discorsi di macroeconomia quando la microeconomia di un singolo bilancio NON sta in piedi. Non c’e’ modo di far andare avanti un’economia in forte deflazione. Punto.  E’ evidente e chiunque abbia un QI superiore a dieci lo puo’ capire.

Il coglione che mi rompe le palle continuando a citare periodi di storia sempre piu’ ampi, che vanno dal periodo di espansione coloniale dell’occidente a diverse guerre continentali e locali, sino a rivoluzioni ed altro, puo’ anche darci un taglio.Non si contesta un’evidenza A con un lungo discorso che dice B,C,D,E,F,G.

Questo e’ quello che fanno i cialtroni.

Il punto e’ semplice: se c’e’ deflazione di 1:100, cio’ che oggi vendo a 100 domani lo vendo a 1. Perche’ il prezzo e’ calato. Se io compro qualcosa a 100 oggi e lo vendo domani, devo venderlo a 1. Il bilancio e’ -99. Questa si chiama deflazione. Ed e’ devastante.

Non c’e’ modo di sfuggire a questa evidenza. Non c’e’ modo di fare blablablablabla e contraddirla. Bitcoin sembra funzionare perche’ ci fate solo operazioni a credito.  Fine. Se una qualsiasi economia del mondo subisse una deflazione come quella di Bitcoin, di 1:18000, in un anno collasserebbe, perche’ NESSUNA azienda che faccia investimenti ad un anno puo’ vendere a 1 cio’ che ha comprato a 18000, senza segnare una perdita netta di -17999 sul bilancio annuale.

E’ semplice.

Ma chi usa Bitcoin non ci arriva.

Fate pure blablabla.

Siete solo cibo.

Quando vedo gente come voi, ammiro Calisto Tanzi. Era un eroe. Un santo. Perche’ ha fatto una cosa meritevolissima: togliere a coglioni come quelli che oggi ammirano Bitcoin una cosa che NON meritavano di possedere. I soldi.

Calisto Tanzi va SANTIFICATO subito. Chi spenna i polli contribuisce alla giustizia dell’universo. E quando ci resterete di merda perche’ vieteranno bitcoin come schema ponzi, forse scrivero’ un articolo a favore di Bitcoin. Per lo stesso motivo per il quale approvo Tanzi: togliere soldi ad un fesso e’ un’opera meritevole e degna di lode.

Uriel

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