Bigotti per la liberta’.

La convergenza (verso il fondo del barile) tra veterofascisti e veterocomunisti sta creando una nuova categoria di pomposi imbecilli , i veterobigotti. Il veterobigotto fonda la propria ideologia sulla  sequenza logica qui sotto:

  1. Stavamo cosi’ bene nella nostra gabbia.
  2. E’ arrivato qualcuno e ci ha portato la liberta’.
  3. In tutta questa liberta’ mi trovo a disagio.
  4. C’e’ troppa liberta’.
  5. La liberta’ ci e’ stata imposta.
  6. La liberta’ e’ ,quindi ,  imperialismo.
  7. La precedente gabbia, ed ogni suo analogo, sono la vera liberta’.

Il principio e’ quello dei polli da batteria: se aprite la gabbia, i polli non scappano. Innanzitutto perche’ non sanno che fuori ci sia liberta’. Secondo, perche’ non saprebbero come procurarsi il cibo, che dentro le gabbie arriva quotidianamente. Terzo, perche’ non saprebbero come passare il tempo. Quarto, perche’ non sanno stare insieme, ormai abituati a stare dentro le gabbie.

Morale della storia: arriva con il secolo scorso un sacco di liberta’. In Italia, molti non sanno viverci dentro. Alcuni sanno , altri non sanno. Molti non sanno viverci dentro.

Non ci sono piu’ quelle regole, non c’e’ piu’ quella certezza che c’era prima. Quella certezza di trovare una moglie , sposarla,e poi non doversi piu’ preoccupare di nulla, tanto la poveretta non poteva divorziare.  La certezza di poterla trovare trattando con la famiglia, casomai si fosse un pochino impediti. La certezza di vivere in un sistema di relazioni di comarato perpetuo nelle quali la vita di tutti era vincolata ad una assoluta normalita’, ove per normalita’ si intendeva l’assenza completa di una qualsiasi competizione che fosse possibile perdere.

Ma non era solo questo: la societa’ illiberale e’ fatta di rituali. Conosci il rituale, sei in grado di socializzare. La societa’ libera e’ fatta di relazioni: che tu conosca o meno i rituali, se non sai stabilire delle relazioni , non sei in grado di socializzare.

La societa’ illiberale e’ automatica.

Questo e’ il vero vantaggio: non serve fare nulla, non c’e’ merito, in quanto sin dalla nascita sia lo status che il destino della persona sono predestinati e preordinati. Sin da subito la persona si trova immersa in un mondo di vincoli rigidi, i quali determinano quasi completamente il suo destino e il suo stato futuro. In questa predeterminazione, nulla e’ dovuto e nulla e’ criticabile: tutto cio’ che non e’ obbligatorio e’ vietato.

Poi arriva la liberta’. Fine dei vincoli, fine della vita automatica. I rapporti vanno costruiti, coltivati, mantenuti. Le scelte di vita non sono predeterminate, bensi’ vanno operate di volta in volta.

La liberta’ crea quindi due classi sociali: coloro che ci sanno vivere
dentro, e coloro che non riescono a viverci.

Questi ultimi non faranno altro che gridare contro la liberta’: troppa liberta’. La liberta’ per loro e’ sempre troppa, e specialmente e’ sempre imposta. E poiche’ e’ imposta a loro, ergo e’ stata imposta a tutti.

Questi personaggi si dividono tante categorie, le quali si radunano sotto diverse bandiere, la cui diversita’ e’ necessaria a nascondere il semplice fatto che i veterobigotti sono tutti uguali.

  • Cattolici/tradizionalisti. C’e’ troppa liberta’, rivoglio l’inquisizione.
  • Comunisti: c’e’ troppa liberta’, rivoglio/voglio il PCUS.
  • Fascisti: c’e’ troppa liberta’, rivoglio il Duce.
  • Esterofili: c’e’ troppaliberta’, voglio l’ Islam/il Katanga/cazzochee’ basta che ci sia meno liberta’.

Si nascondono sotto mentite spoglie , per dire “cerco un centro di gravita’ permanente” non significa altro che “cerco una societa’ arcaica fatta di vincoli, catene , lacci e lacciuoli, dove la mia traiettoria sia automatica e io non debba pensare a nulla”. Notate pero’ come suoni bene “cerco un centro di gravita’ permanente”.

In europa questa liberta’ e’ arrivata attraverso il mondo anglosassone: questo spiega il perche’, essenzialmente, tutto il movimento antiliberta’ non faccia altro che chiamarsi “antiimperialista”, ed e’ ovviamente antiamericano e antianglosassone.

Non avrebbero nulla in contrario questi signori a qualsiasi altro imperialismo, per una semplice ragione: tutti gli altri imperialismi portano la gabbia, anziche’ aprirla. Anche se gli USA fossero minoritari e scomparissero, anche se (come succede) l’influenza cinese in Africa si espandesse come sta facendo, poco importerebbe loro, perche’ il loro problema e’ quello di combattere la liberta’ che e’ piombata su questa societa’. Usando come pretesto le presunte violazioni dei diritti umani in paesi lontani, violazioni che la stragrande maggioranza delle volte non sono mai avvenute, e il resto  delle volte sono procurate ad hoc  dalla classe dirigente delle “vittime” per ottenere indignazione.

In definitiva, cosa vogliono questi combattenti contro l’imperilismo? E qual’e’ l’imperialismo che loro odiano?

L’imperialismo che loro odiano e’ quello che rompe le gabbie. L’atto di violenza che loro contestano ,l’ imposizione che loro odiano, e’ quella di aver fracassato le gabbie.

Questa e’ la ragione per cui in definiva il nome che li descrive meglio e’ quello di veterobigotti: persone che vorrebbero togliere ogni liberta’ agli altri, per eliminare la classe sociale che essi riconoscono come vincente. Ovvero quelli che nella liberta’ di cui sopra sanno viverci.

C’e’ una grossa dose di invidia in loro. Si tratta di una presenza cosi’ evidente che e’ banale farlo notare: quando queste persone (che per educazione non riescono ad inserirsi in una societa’ libera) vedono coloro che invece vivono benissimo,  la loro prima reazione e’ l’odio, perche’ vorrebbero fare delle cose ma non riescono.

Ricordo, quando facevo il buttafuori, alcune scene. Arriva il represso della situazione. Ha avuto genitori soffocanti, e’ vissuto e cresciuto in una gabbia. Vorrebbe ballare, ma questo richiede un livello di disordine fisico che gli e’ stato insegnato a reprimere. Vorrebbe socializzare, ma gli e’ stato insegnato a temere il prossimo, il suo giudizio, la “brutta figura”.

Cosi’, ha due scelte. O imbottirsi di qualche droga per spezzare la propria educazione e socializzare in qualche modo, o rimanere sui divanetti a borbottare sulla stupidita’ della discoteca in se’. In realta’ questo atteggiamento nasconde un fallimento, perche’ per quanto sia  stupido il meccanismo della discoteca, si tratta di un momento di socialita’ e ballare non ti costa nulla, specialmente se hai accettato di venirci, dopotutto.

Questi esclusi dalla liberta’, emarginati dalla loro stessa educazione, porteranno con se’ i segni di una ribellione invidiosa, rancorosa e borbottante, la ribellione contro la “troppa liberta’”. Quella che gli altri possono godersi e loro no, condannati ad essere come bambini che guardano i dolci dietro la vetrina di un negozio, senza poterseli permettere.

Questa fauna prosegue con i propri fallimenti esistenziali fino all’era adulta, caratterizzata dagli stessi fallimenti. Essi sono il “gruppo beta”, quelli che non riescono a stare con gli altri, quelli che non riescono a costruire nulla di sociale, paralizzati da quello che Freud avrebbe chiamato “super-io”, nulla di diverso da un’educazione provinciale e bigotta.

Li vediamo in diverse forme.

In politica, sono i veterocomunisti e i veterofascisti. Non importa quale gabbia, l’importante e’ che ci sia una gabbia.

Qualcosa che vieti tutto cio’ che non riesco a fare mentre gli altri riescono.

Liberazione sessuale, liberta’ di stampa,  parita’ dei sessi, liberta’ di scelta , libero mercato, tutto cio’ che inizia per “liberta’” e’ eccessivo, imposto, dunque imperiale. Perche’ l’atto con cui si sono rotte leloro gabbie e’ stato, per chi ci stava bene, un atto violento.

Nel mondo della religione questi veterobigotti sono oggi cattolici integralisti, seguaci dell’islam, attratti dalle sette: a patto che esse diano loro tanti divieti, tanti obblighi, una struttura sociale predeterminata e dei canoni di comportamento rigidissimi,  i quali rendano automatiche le loro esistenze.

Esistono anche altre comunita’ che forniscono gabbie non indifferenti; vanno dai vegetariani /vegani/macrobiotici ad alcune comunita’  gay dove essere bisessuali e’ visto come un tradimento degno dei due minuti di odio quotidiano.

Paragoniamo una discoteca alla nostra societa’: questi signori ci sono dentro ma non sanno ballare, non sanno socializzare, non sanno lasciarsi andare. Si siedono quindi sui divanetti a mugugnare.

Notano subito, pero’, che gli altri si stanno divertendo e loro no. Sono rincoglioniti, ovviamente. Lo scopo qual’e’? Di fermare la musica, di fermare i balli, e di sedersi tutti sui divanetti.

Cosi’ non si nota la differenza tra loro e gli altri.

Sono destinati, nel tempo, a scomparire. Loro non lo sanno, ma stare in pista e’ sempre piu’ facile,  e sempre piu’ bello. Chi l’ha provato non vuole piu’ stare sui divanetti. Loro si illudono che tutti quelli che apprezzano le liberta’ occidentali siano dei rincoglioniti, che abbiano subito il lavaggio del cervello, e che se aprissero gli occhi capirebbero che stare sui divanetti e’ meglio che ballare. Ma la verita’ e’ che le cose stanno esattamente al contrario.

Falliranno quindi perche’ quelle persone che oggi godono della propria liberta’ hanno una capacita’ in piu’, che emergerebbe anche se tutti si sedessero ai divanetti: ci sarebbe il gruppo che si diverte sui divanetti e quello che non si diverte.

Il secondo motivo del loro fallimento e’ che sempre piu’ difficilmente un bigotto puo’ spacciarsi come combattente per la liberta’. Certo, certo, sono “antiimperialisti”, che suona meglio, ma perche’ allora ce l’hanno cosi’ tanto con l’aborto, il divorzio, i gay?

Perche’ leggi i commenti ai loro post e ci leggi cose come questa:

“Simbolici” ?! … Vallo a dire a Vladimira Luxurio 😉 che le Lotte del Movimentismo OmoSessualista per ottenere almeno i PACS hanno valore solo “Simbolico” e non “Strutturale” !

la ragione e’ evidente: troppa liberta’. Per questa gente(1) tutto complotta a costruire una societa’ troppo libera, troppo libera di quella liberta’ che esclude chiunque non abbia bisogno di una gabbia per vivere.

Poco importa che siano comunisti, clericofascisi, vegani , filoislamici, lamenteranno sempre la stessa cosa: con tutta questa liberta’, QUELLI LA’ si divertono un sacco mentre io sono sui divanetti della discoteca a borbottare.

Gli esclusi della liberta’ si proclamano antiimperialisti e combattono contro l’imperio che ha distrutto le loro gabbie, esponendoli ad un universo ove non sanno inserirsi.

Pretendono di passare per paladini della liberta’: la liberta’ di vivere in una gabbia, una gabbia che essendo volontaria sarebbe, per loro , una buona gabbia. Dimenticano pero’ che ormai la stragrande maggioranza della popolazione si sia abituata a vivere fuori dalla gabbia, e non ci voglia rientrare.

Sperano magari in ondate di migranti con la gabbia, senza sapere che spesso anche i migranti non vedono l’ora di levarsela di dosso.

Loro si fanno chiamare “i bigotti per laliberta’ di vivere in gabbia”, tutti gli altri gli chiamano col nome che meritano, perche’ li riconosciamo. Sono sempre loro, sin dall’adolescenza.

Gli sfigati dei divanetti.

Uriel

(1) Si tratta di un tizio meridonale che finge di essere un fuoriuscito da un regime comunista per dare forza al suo filoclericalismo e alle sue strampalate idee calogere da picciotto con lo scacciapensieri. Il problema e’ che come tutti i provinciali crede di essere “l’unico del paese”, e racconta cose sui paesi comunisti che nessuno (che ci abbia vissuto) ha mai visto. Poi dimentica le cose brutte che c’erano davvero (perche’ non le ha mai viste) , ma non riesce a pensare che anche qualcun altro potrebbe averlo visto, quel genere di regimi e avere ricordi diversi. Purtroppo quei personaggi non hanno piu’ pecore con cui sfogarsi. Tempo fa, di fronte al fatto che non ci siano fondali adatti ad alcuni sottomarini in Albania rispose che sarebbe bastato uno schiocco di dita del governo albanese e milioni di albanesi avrebbero costruito opere faraoniche, fondali profondissimi e arsenali da far impallidire Stalin. Il mondo intero aspetta di vedere opere faraoniche albanesi,  (escludendo il pompino con ingoio alla Nefertiti praticato su molti marciapiedi) nel frattempo. Che io di piramidi a Tirana non ne ho mai viste e di faraonica da quelle parti c’e’ solo la miseria.