Anonimato ignorante.

Iniziamo: sono tutte minchiate.

Punto primo: chi sa cosa. Dal punto di vista puramente sistemistico, il vostro ISP sa benissimo che indirizzo IP abbiate, e a che ora. Anche quando avete un indirizzo IP dinamico, il vostro provider deve tener traccia per tre anni delle vostre connessioni, cioe’ di orari associati a voi come utente (visto che avete un abbonamento e quindi dei dati fiscali) e come indirizzo IP.

Dunque, non siete anonimi. Mai.

Il problema non e’ se siete anonimi, cosi’ come il problema non e’ se siete nudi: prima o poi sarete nudi, il problema vero e’ “di fronte a chi”. Poiche’ il computer e’ considerato domicilio informatico e la connessione internet e’ protetta dalle stesse leggi che tutelano la corrispondenza (1), occorre un’inchiesta penale.

Dunque, torniamo indietro di un passo: fino a quando non commettete dei reati penali, siete anonimi, con la sola eccezione dei dati che lasciate in giro.

Questo, sul piano sociologico ha prodotto un fenomeno molto diverso , che Mantellini non conosce, e cioe’ ha prodotto non una zona franca alla legge (visto che franca non e’, dal momento che usando IP e orario e’ possibile tracciare la vostra identita’) (2) ma una zona franca alla morale della societa.

Si da’ il caso che non tutto cio’ che la societa’ disapprova sia anche illegale; la signora che la sera chatta per trovare grossi membri fa qualcosa che non e’ illegale in se’, ma sicuramente e’ disapprovato dalla societa’. Cosi’, moltissimi di questi circuiti servono (a differenza dei siti mainstream come Facebook o simili) servono a costruire la seconda vita delle persone.

Quando parlo di “seconda vita” non intendo una roba come secondlife, relativamente giovane ed innocua, ma intendo loghi di ritrovo virtuali per persone la cui condotta sarebbe giudicata malissimo dalla societa’. Se siete in un piccolo paesino di provincia, diciamo 5000 anime, e volete trovare un’anima gemella con la passione per il fisting, per dire, con ogni probabilita’ non andrete a raccontare in giro che la vostra fidanzata ideale deve amare i guanti in lattice, tuttavia potete farlo su internet.

Cosi’, prima della rete “mainstream” e “sotto” la rete mainstream, c’e’ una rete ove le persone esprimono pulsioni, desideri o inclinazioni che non esprimerebbero mai liberamente nella vita reale. Difficilmente una collega vi dira’ che le piace farsi attaccare mollette da bucato ai capezzoli durante una pausa caffe’, di fronte ai colleghi. Cosi’ come il collega che avete vicino difficilmente vi dira’ di chiamarsi Samantha il giovedi’ sera.

Non parlo ovviamente solo di pratiche sessuali, ci sono religioni piu’ o meno discriminate, idee politiche perlomeno discutibili, semplici branchi di idioti (anche l’idiozia tende a essere discriminata), persone che organizzano feste a tema che non piacerebbero ad Emilio Fede, eccetera.

Questo Mantellini non lo puo’ sapere, dal momento che quando e’ arrivato lui internet era gia’ un fenomeno mainstream, e la parte che lui conosce e’ semplicemente quella che interessa ai mass media, quella dei luoghi comuni e della “presenza aziendale”, il webbe 2.0 e il social network.

Ovviamente, queste tribu’ che si fanno i cavolacci loro su internet non sono quelle di cui si interessano i mass media, e vedono di cattivo occhio l’idea di perdere l’anonimato. Perche’, poi?

I casi sono due: o stai commettendo un reato penale, e in quel caso l’occhio del tribunale e’ abbastanza forte da vederti ovunque, oppure non lo stai commettendo, e quindi la tua condotta e’ legale. Se la tua condotta e’ legale , non c’e’ ragione di venire a discutere se tu stia usando il tuo vero nome o meno.

A questo punto, abbiamo definito tre zone:

    1. Condotta illegale. L’anonimato non esiste ma e’ desiderato.
    2. Condotta legale ma socialmente deprecata. L’anonimato esiste ed e’ desiderato.
    3. Condotta legale e socialmente accettata. L’anonimato non e’ desiderato e spesso non esiste.

Ognuna di queste zone e’ “abitata” da un certo numero di tribu’. Per la tribu’ numero uno ovviamente internet e’ uno strumento per il crimine, e non ci piove da una decina di anni che esista un anonimato.

Per la seconda zona, ovviamente Internet e’ uno strumento di liberta’ sociale, non di liberta’ dalle leggi ma di liberta’ dalla morale e dalla solitudine della provincia, la liberta’ di fare cybersex, di organizzare orge piuttosto che feste medioevali, di cambiare sesso, eccetera.

Infine c’e’ l’ultima zona, quella mainstream, che e’ l’ultima arrivata ma per ragioni numeriche pretende di dettare legge trasformando Internet nella stessa societa’ che sta fuori, distruggendo la liberta’ di chi sta su internet per stare nella seconda zona.

Queste persone, la zona due, sono state le prime ad arrivare su internet e in un certo senso ne rivendicano la genesi, o per lo meno rivendicano di averla accompagnata al battesimo.  I nuovi padroncini mainstream come Mantellini, arrivati con l’orda di cavallette del tamarro a banda larga, pretendono semplicemente di imporre delle regole che di fatto scaccerebbero chi era qui per fare cose legali ma non socialmente apprezzate.

Di conseguenza si’, mi sembra che Mantellini sia un pelino presuntuoso: ha conosciuto Internet da pochi anni (almeno rispetto a me) e arriva qui a dire che io di qui e di la’, perche’ le leggi della societa’ reale devono per forza applicarsi anche su internet. Ma che il codice penale si applichi ad internet e’ vero da anni, e l’anonimato non esiste. Quello che Mantellini e quelli come lui vogliono e’ che non possa sopravvivere l’anonimato neanche di fronte all’indagine sociale, cioe’ che rendendo obbligatorio nome e cognome in ogni occasione si distrugga l’area di liberta’ di coloro che vivono nella seconda zona, quella di chi fa cose legali ma non accettate dalla societa’.

Ovviamente non mi aspetto che Mantellini e quelli come lui possano capire questa cosa; per la gente come lui internet e davvero facebook, twitter, google & co. Probabilmente neanche sa di IRC, crede come tanti che sia morto ( andateci, e vedrete) , non ha mai conosciuto usenet, eccetera. Non ha mai frequentato alcun sito “deviante”, non ha mai avuto bisogno di fare su Internet quello che la morale bigotta del paesello ti vieta, perche’ probabilmente gli va benissimo il paesello cosi’ com’e’.

Se volete passare una serata ove si usi un dresscode come quello Industrial (® Antichrist club)
Probabilmente non troverete molto dalle vostre parti, mentre con un giretto di Ryanair da 50 sacchi e Internet potete farvi un giretto da quelle parti (e magari esibirvi cosi’, dal momento che quelli sono semplicemente habitué del posto e dei ganci da macellaio conficcati nella pelle, se avete la pazienza di arrivare alla fine del primo clip. Il secondo e’ piu’ grazioso.). Anche questo Mantellini non lo sa, probabilmente non sa di macchinate di gente che non va proprio a messa solo perche’ ha il cilicio addosso, non sa nulla delle innumerevoli liberta’ che Internet ha dato alle persone, prima rinchiuse nell’orrida solitudine di chi vorrebbe ma non riesce perche’ non trova nessuno di cui parlare.

Probabilmente Mantellini (e quelli come lui) hanno goduto quando la prof sexy e’ stata “sgamata” per cio’ che faceva nella sua vita privata, perche’ di fatto questo e’ il crollo della privacy che lui e quelli come lui auspicano: “madameweb” era semplicemente una tizia che usava internet (3) per farsi gli orgasmi suoi, e solo una muta di allupati con la mania dell’indagine via internet l’ha sgamata; per trovare madameweb i suoi studenti hanno dovuto navigare probabilmente ore ed ore nei siti scambisti (se la cercavano) oppure ci sono capitati per caso (se frequentavano quei siti), ma lo scandalo era per la prof maiala, e non per la facilita’ con la quale gli studenti della scuola l’hanno trovata in mezzo a decine o centinaia di altre aspiranti maiale.Ed e’ qui che torna il controllo sociale: “madameweb” non faceva nulla di illegale, e lo faceva fuori dal lavoro, cioe’ nel tempo che e’ considerato privato, ma qualcuno ha rotto il (debole, devo dire) strato di privacy del quale si era ammantata (la convinzione che Internet fosse troppo grande/complessa perche’ qualcuno la trovasse)  e il giudizio sociale ha preteso di considerare illegale qualcosa che di per se’ non lo era.Questo e’ il mondo che Mantellini e quelli come lui sognano, perche’ di fatto essendo gia’ possibilita’ delle forze dell’ordine di accedere ai tabulati IN CASO DI PROCESSO PENALE, quello che Mantellini vuole e’ di poter identificare chiunque anche senza il processo penale, ovvero sapere nomi e cognomi di quei tipi che sfilano in quel filmato dell’ Antichrist , in modo da poterli sputtanare l’indomani negli uffici ove lavorano, vuole il diritto di sapere nomi e cognomi di ogni donna e uomo che vanno per internet a vivere una seconda vita che di per se’ e’ LEGALE, ma e’ meglio nascondere per questioni sociali.In pratica, Mantellini e quelli come lui ci stanno dicendo che coloro che si erano illusi di trovare una societa’ adatta alla propria personalita’ da qualche parte su Internet adesso dovranno andarsene, perche’ sono arrivati i normali con le leggi normali e anche le dinamiche sociali normali, e quindi occorre il nome da sputtanare, come succede nella societa’ normale.Perche’ Mantellini e quelli come lui subiranno una sconfitta?Perche’ internet vive dei contenuti degli utenti, che non sono il “vado a farmi una pizza” di Facebook, ma sono tutti quei siti “di nicchia” che rappresentano un pezzo di societa’ non mainstream, non comune, non diffusa, e che solo su internet possono fare massa critica (come iscritti) per esistere.Tolti quelli, caro Mantellini, tu e altri milioni di stronzi rimarrete a leggere di gente che va a farsi una pizza. E piano piano non vi andra’ piu’ di collegarvi ad una rete ove sentite dire “vado a farmi una pizza”. Cosi’ come sta morendo Secondlife  , mano a mano che ha cominciato ad assomigliare a RealLife; si tratta di persone che trovano banale la RL, in confronto a quello he puo’ offrire la VL.Internet e’ tenuto in piedi dai suoi piu’ assidui frequentatori , che sono i piu’ assidui produttori di contenuti, i quali non sono , caro Mantellini, proprio gente mainstream. E se loro se ne vanno, caro Mantellini, tu perdi il tuo lavoro di “giornalista di internet”, qualsiasi cazzo di cosa voglia dire. Perche’ senza di queste persone, caro Mantellini, Internet e’ un mezzo come il telefono , la posta o l’autostrada.Utili, ma solo quando serve, e completamente neutri. Niente su cui scrivere.

Uriel

(1) Con buona pace di Di Pietro, le intercettazioni possono venire fatte solo per periodi brevi, il loro contenuto agli atti non dee riguardare  cose non pertinenti all’indagine penale, la diffusione e’ limitata dal segreto istruttorio , eccetera eccetera. E si, e’ roba che viene dalla Costituzione. Proprio la parte piu’ antifascista.
(2) Per favore, mi si lasci perdere roba alla TOR e altro, che se puo’ criptare il traffico non puo’ garantirvi nessun anonimato. Di fronte a chi possiede il mezzo fisico, l’anonimato e’ impossibile. Quando il provider puo’ colorare i tuoi pacchetti usando MPLS, switchare le tue celle ATM, tu passi per i router che vuole il provider, anche se usi TOR.

(3) Ci ha messo del suo a farsi sgamare, lo ammetto.

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