Ancora sull’indicibile.

Ancora sull'indicibile.

L’Italia ha trasformato un distributore di Prosecco finto in un caso diplomatico mentre sta cercando di far parlare poco dell’ennesimo tributo pagato al padrone Trump: un bel -4,3% di produzione industriale. Non molto diverso dal -3% della Germania, che e’ piu’ robusta  e paga un conto piu’ leggero, ma a differenza della stampa tedesca, quella italiana e’ supina nel dire che “e’ la sfiga”.

No, non e’ la sfiga. E’ Trump.

Ho letto in questi giorni un articolo ove si diceva questo:

Ancora sull'indicibile.
Secondo Repubblica, pesano i Dazi e l’assenza di investimenti. 

Innanzitutto, non si capisce …i  dazi? Quali? Quelli contro i prodotti italiani non sono certo il 3.4% del PIL. E l’assenza di investimenti. Anche in questo caso, non si capisce bene una cosa: che la quantita’ di investimenti fa diminuire gli utili. I grandi gruppi tedeschi che stanno investendo cifre pazzesche nelle auto elettriche, infatti, stanno presentando bilanci al ribasso proprio per questo. Quindi, se le industrie italiane avessero investito, non necessariamente ci sarebbe stato un aumento di produzione industriale.

Ovviamente, secondo Repubblica il fatto che l’Italia sia un paese esportatore forte , la seconda economia industriale d’Europa , non e’ per nulla inficiato dal fatto che qualcuno ha scatenato una guerra commerciale che ha devastato il commercio internazionale, dopo aver bloccato l’organo esecutivo del WTO congelando le nomine dei giudici della sua corte.

Ma no, dai, e’ la sfiga. E la mancanza di investimenti: come se in un periodo in cui il denaro non costa praticamente nulla, non investire fosse il nuovo hobby degli industriali.

Il corriere, che sarebbe il giornale della finanza italiana, non azzarda nemmeno un accenno minimo di spiegazione: https://www.corriere.it/economia/aziende/20_febbraio_10/industria-crolla-produzione-13percento-2019-39f60702-4be4-11ea-91c6-061fa519fab0.shtml

E’ in calo per motivi misteriosi. O meglio no: e’ la Cina che rallenta.

Ancora sull'indicibile.

Ma sia chiaro: non c’entra nulla una vera e propria guerra commerciale scatenata da Trump. La Cina rallenta per puro caso. La sfiga. Il traffico. Il destino cinico e baro. E le locuste. Mai dimenticare le locuste. La Cina tira il freno cosi’, perche’ e’ quello che i cinesi fanno nel Week End.

La Stampa non prova neppure a dare la notizia del crollo, che tanto loro ormai sono lo zerbino sulla porta della Casa Bianca e ancora sulla Repubblica arriva un’operazione furba: lo scorporo tra dato tendenziale e dato grezzo.

Ma il capolavoro lo fa il giornalista, che per assaporare meglio il culo di Donald Trump decide che si tratti di…

Ancora sull'indicibile.
…”variabili esogene”. Roba da non credere. MA almeno ce lo dici che sapore ha il culo di Trump? 

E’ assolutamente chiara una cosa: non si puo’ dire che Trump abbia fatto un disastro economico su scala globale. Non si puo’ dire che per arricchire pochi americani stia devastando l’economia del pianeta.

L’ordine di scuderia e’ chiaro: difendere Trump, a qualsiasi costo. Nascondere quello che sta facendo all’economia dell’intero pianeta. Non si deve dire che ci sta danneggiando.

A quanto pare, si tratta della cosa piu’ sovversiva possibile. Non mi stupiscono i giornali legati dalla destra, che hanno SEMPRE idolatrato gli aspetti piu’ rapaci del capitalismo americano. In un certo senso, questi giornali sono la carta igienica abituale nel cesso di Trump.

Ma quello che lascia perplessi e’ quanto evidente sia la storia. Se confrontiamo con la stampa tedesca, il confronto e’ impietoso:

Ancora sull'indicibile.

Ancora sull'indicibile.

Al contrario, la stampa italiana e’ cosi’ “diversamente coraggiosa”, o “realmente venduta”, che va a leccare le mani di chi sta portando una crisi economica nel paese. Paese che, a differenza di altri, non ha le risorse per affrontare la crisi: Se l’anno scorso la Germania ha messo da parte 300 miliardi di surplus commerciale per far fronte ad eventuali inverni

Ancora sull'indicibile.

l’italia, al contrario, ha solo debiti. Con che cosa dovrebbe far fronte ad un inverno freddo? Eppure, nonostante l’esposizione maggiore, la stampa italiana sembra determinatissima e coerente nel NASCONDERE alla popolazione il problema.

E’ una cosa fondamentale, perche’ vi spiega in che modo sia nato il Brexit: la stampa inglese ha sviato per anni i disastri fatti da politiche ultraliberiste dei loro governi, accusando di ogni disfunzione di un welfare strangolato l’Unione Europea. Sino a che , ad un certo punto, gli inglesi se la sono presa proprio con la EU.

E sono convinto che, sebbene di fronte alla palese scia di macerie che Trump si lascia dietro, la stampa italiana stara’ zitta.

Fate pure un confronto. Confrontate pure il casino che hanno fatto per un distributore di prosecco a Londra, con il SILENZIO praticamente totale sui dazi che Trump ha appena inflitto ai prodotti tipici italiani. Vi sembra un atteggiamento razionale, o forse un ordine di scuderia, di sorvolare su qualsiasi danno Trump faccia?

Ora, saro’ sincero: quando un paese ha la stampa che ha l’italia, e quando consente ad una piccola minoranza di guidare praticamente tutta la stampa mainstream, non merita altro.

Ma ridero’ abbastanza di gusto quando scoprirete una cosa: che con buona pace della Mastrobuoni, le crisi ammazzano sempre i deboli piu’ di quelli piu’ forti.

E quando i giornali italiani cominceranno a piagnucolare che l’Europa non fa nulla, forse ci sara’ qualche persona ancora integra che rispondera’ “perche’, per leccare il culo a Trump non ti pagano abbastanza?”.

Perche alla fine, di questo si parla. Si parla del fatto che state tradendo il vostro stesso paese, nascondendo al pubblico una notizia, solo perche’ vi siete venduti.

Siete riusciti, cari giornali italiani, nel difficilissimo compito di dare ragione a Beppe Grillo: i giornalisti italiani sono puttane.

E neanche tanto belle.

Fonte: https://keinpfusch.net/ancora-sullindicibile-2/