Ancora sulla Google Tax, la tassa incompetente.

Ho scritto qualche articolo fa che l’esigenza (di per se’ giusta) che tutti paghino le tasse  nel mondo moderno andrebbe trasformata in un sistema fiscale nuovo e sintetico. Tuttavia, mi viene chiesto di commentare l’implementazione finale della google tax. Sinteticamente: un incompetente fa una legge incompetente, e altri incompetenti non sono capaci di spiegare dove sia il pericolo.

Innanzitutto, occorre capire che Google NON paghera’ quella tassa. Essendo una tassa territoriale, si limitera’ a pagare la tassa allo stato e poi alzare i prezzi sulle aziende italiane. Cosa che ne diminuira’ il gettito: e’ la stessa cosa che successe aumentando l’ IVA, cosa che ha fatto calare il gettito complessivo.
Non e’ una cosa a vantaggio dello stato, bensi’ a vantaggio di Elkann, Berlusconi e De Benedetti, che hanno le mani in pasta sulle concessionarie pubblicitarie e sui giornali, e quindi temono la raccolta pubblicitaria degli Over The Top.
Di fatto, Google scarichera’ i costi fiscali sul prezzo del servizio , e questa Google Tax diventera’ una tassa sulla pubblicita’ , che le aziende dovranno pagare.
Ma il guaio e’ il danno enorme all’economia italiana non viene spiegato, perche’ gli incompetenti che fanno questa legge (come gli incompetenti che la contestano) non hanno capito il ruolo di Google nel mondo delle PMI italiane che esportano.
Le PMI italiane sono nei primi dieci posti in quasi 1000 settori di nicchia. Il fatto che siano di nicchia non significa che siano poco importanti o poco avanzati: il biomedicale e’ un settore avanzatissimo, per fare un esempio, cosi’ come la micromeccanica.
Ora, prendiamo un’azienda piccola o media, qualcosa come 20-30 dipendenti. mettiamo che , essendo esportatrice di (un esempio) “biomedicale cardiovascolare” (e’ un esempio, magari esiste) intenda farsi una campagna pubblicitaria diciamo in UE e USA e Russia, piu’ i paesi del Golfo, che sono buoni clienti.
Cosi’, cosa dovrebbe fare senza Google? Innanzitutto si trovera’ di fronte al problema di quasi 30 lingue diverse, nelle quali dovra’ tradurre il proprio messaggio. Poi dovra’ trovare le 30 riviste specializzate in “biomedicale cardiovascolare” in 30 paesi, e stipulare un contratto. E nessuno potra’ dire loro se stanno sbagliando qualcosa nel messaggio o meno, ammesso anche di trovare non dei normali traduttori, ma dei traduttori specializzati nel settore.
Potra’ quindi assumere un’azienda di consulenza nel marketing internazionale, la quale fara’ le cose di cui sopra , sulle quali carichera’ la propria parcella.
Risultato:  troppo ONEROSO per una ditta di 20-30 dipendenti, se non come una tantum. Non puoi mantenere 10-20 consulenti per allargatsi su 30-40 nazioni diverse, con traduzioni ad hoc e i rapporti con 30-40 riviste specializzate in loco, e studi di mercato su OGNI mercato. Nessuna PMI potra’ mai farlo come attivita’ abituale , permanente e continuativa.
Adesso andiamo nel mondo di google: google mette in vendita alcune “adwords”, che saranno quelle tipiche del mondo del “biomedicale cardiovascolare”, che possono venire comprate con un solo click. Inoltre, mediante sistemi di analisi come “trends”, permette di capire quale, tra le parole collegate al mondo della chirurgia cardiovascolare, e’ piu’ ricercata per nazione: magari in una nazione si trova di meno l’apparato X, o il sistema Y.
La cosa che gli incompetenti non hanno capito e’ il ruolo che Google Adword ha per le PICCOLE imprese italiane che esportano: esso non e’ semplicemente un fornitore di spazi pubblicitari. Per le piccole aziende esportatrici italiane, il core delle esportazioni, Google e’ un vero e proprio ENABLER, che fornisce ai piccoli imprenditori strumenti di marketing e advertising specializzato che altrimenti NON POTEVANO PERMETTERSI.
Google trands probabilmente vi servira’ per sapere se in rete la gente cerca piu’ tette o piu’ culi, ma per migliaia di persone e’ uno strumento di marketing formidabile: se non ci fosse quello, dovrebbero spendere cifre insostenibili in studi di mercato specialistici.
Google e’ un cosiddetto “enabler”: un sistema multi-purpose  che consente a terze parti di realizzare parte della propria business logic utilizzandone i servizi.
una nazione che si basa sulle esportazioni e sulle PMI, ad una tassa sullo strumento di marketing e advertising verso l’estero piu’ accedibile dalle stesse PMI NON  DOVREBBE NEMMENO PENSARE.
Ma attenzione: Elkann, Berlusconi e De Benedetti premono alla porta delle lobbies. Siccome Google fa loro concorrenza sul mercato interno, essi NON guardano il ruolo che Google ha nel mercato MONDIALE, non considerano il VALORE che Google genera alle PMI italiane in termini di mercato globale, non conoscono ne’ vogliono conoscere il fatto che senza Google le PMI non potrebbero accedere a strumenti di marketing globale o di advertising globale.
Loro, gli Elkann, i Berlusconi e i De Benedetti  hanno in mano i colossi della raccolta pubblicitaria italiana, e nella tradizione economica italiana i piccoli vanno strozzati sul nascere.
Quello che succedera’ e’ che le aziende ITALIANE si troveranno a pagare i costi fiscali caricati su Google, ovvero una nuova tassa sulla pubblicita’ all’estero, sul veicolo  a costo accedibile per il marketing globale ,  quale Google adwords e’ per le PMI italiane.
Mentre le loro concorrenti d’oltralpe, dai francesi ai tedeschi agli olandesi agli spagnoli potranno invece continuare a comprare servizi di marketing globale e di advertising globale a prezzi inferiori.
Complimenti, coglioni: avete appena appeso un’altra palla al piede alle PMI italiane. Mi raccomando, se poi vanno male dite che e’ la Merkel.
I francesi, che hanno deciso di portare la cosa in sede europea, hanno fatto una scelta PIU’ COMPETENTE. Si sono resi conto che agire da soli avrebbe semplicemente sottratto alla Francia e alle sue PMI un enabler prezioso, e ha deciso di affrontare la cosa in sede europea. Quando una classe dirigente e’ piu’ preparata, c’e’ poco da fare: si vede.
C’e’ poi un secondo problema che vi sfugge. L’Italia e’ PICCOLA.
Probabilmente non ci sono teste calde in Facebook e Google.Cosi’ non decideranno ritorsioni.  Ma nel caso gli rompeste i coglioni davvero, non vi rendete conto che
Google e Facebook, come concessionari pubblicitari, hanno il potere di far letteralmente SPARIRE le aziende italiane da Internet?
Sicuramente , a quel livello non faranno nulla di cosi’ drastico. Ma mettetevi nei panni di google: se il business in Francia e’ piu’ facile e in Italia meno, perche’ non facilitare le aziende francesi facendole apparire prima di quelle italiane nelle ricerche?
Diciamo che un americano cerchi formaggio: gli appariranno aziende italiane o francesi. Ma se google ci mette lo zampino, puo’ tranquillamente decidere che appaiano prima quelle francesi. Come mai? Perche’ in Francia non si paga la google tax.
Un’altra ragione per cui i francesi hanno fatto una scelta saggia e’ che hanno capito che a Godzilla non devi rompere i coglioni, se non sei almeno forte quanto Godzilla. Ha senso quindi affrontare il problema in sede europea, dal momento che l’europa e’ grande, ma se si tratta di stritolare un paese come l’Italia, google si limiterebbe ad abbassare la posizione delle aziende italiane sulle ricerche, e lo stesso farebbe facebook abbassando il peso dei “+1” in Italiano.
Bastano due righe di codice, e siete letteralmente fuori dalla rete: in una nazione che vende 400 miliardi di euro all’estero comunicando essenzialmente via internet, come oggi si fa, mettersi contro gli enablers principali E’ UN SUICIDIO.
Chi ha fatto questa legge e’ un incompetente, peraltro con la mente al fascismo. Sta andando ad invadere la Russia con le scarpe di cartone, credendosi chissa’ chi perche’ sta al governo, senza rendersi conto che Google e Facebook da soli, senza aforzi particolari, possono semplicemente cancellare dal web le aziende esportatrici italiane, favorendo le aziende di qualche altro paese.
Probabilmente ne’ in google ne’ in Facebook ci saranno teste calde, ma dovete ammettere che un paese piccolo che cazzeggia e’ il momento ideale per dare una di quelle lezioni “colpirne uno per educarne cento”. Domani Google potrebbe anche metterla cosi’:
la legislazione italiana non ci permette di lavorare bene in quel paese, smettiamo di indicizzare siti italiani, o li indicizziamo meno.
fatto questo, le PMI  esportatrici di tutto il paese hanno perso il principale veicolo di marketing globale.  Potrebbero anche decidere di farlo sul serio: perche’ accollarsi il delirio della burocrazia italiana, della contabilita’ italiana, quando tra pochi anni ci sara’ una soluzione europea, spinta da nazioni dalla classe politica piu’ competente? Tantovale aspettare.
Provate a riflettere ai tempi: Google dovrebbe mettere in piedi una piattaforma certificata per la contabilita’, in Italia. Anche ammesso di metterci un anno tra scartoffie e adempimenti, e’ del tutto probabile che entro l’anno la UE abbia (sotto stimolo francese e tedesco) legiferato a riguardo. E magari che abbia usato una soluzione che NON richiede una piattaforma certificata per ogni paese.
Sarebbe una decisione abbastanza razionale, per google, quella di ridurre o sospendere momentaneamente il business in Italia, se ci fosse una rassicurazione che entro un anno esista una chiara direttiva europea: perche’ dotarsi di una piattaforma di bilancio certificato quando poi andra’ magari completamente cambiata tra un anno, quando arrivera’ la decisione europea?
Anche senza ipotizzare teste calde o ritorsioni esplicite, normali processi decisionali potrebbero anche portare al downscale del business italiano, sino ad una decisione competente della UE. Ma il processo di rallentamento del business italiano per le PMI che vogliono penetrare il mercato globale usando un enabler alla loro portata  e’ OMICIDA.
Il PD mostra, ancora una volta, di essere il partito di Visco. Avidi vampiri incapaci di tagliare davvero le spese, con una forma mentis completamente orientata nel tassare il piccolo imprenditore che, incapace di rappresaglie politiche, non puo’ reagire.
Il guaio e’, cari incompetenti ciarlatani del PD, oggi come oggi di perdere PMI non ve lo potete piu’ permettere. Neanche UNA.
Questa nuova tassa sulla pubblicita’ nei mercati esteri, perche’ questo e’ Google come strumento per le PMI, e’ solo l’ennesima palla al piede per PMI gia’ sfinite dalle altre tasse.
Non chiamatela Google Tax, perche’ Google gestisce uno strumento di cui le PMI hanno BISOGNO per penetrare mercati globali. Esse non possono farne a meno, per cui pagheranno di tasca propria, come aumento dei prezzi, la tassa che pensate di imporre a Google.
In realta’, la vostra “Google Tax” e’ solo una delle tante imposte sulla pubblicita’, solo che colpisce la pubblicita’ che le PMI si fanno all’estero, usando internet.
E da chi poteva venire una tassa stupida ed omicida, destinata a ridurre il gettito fiscale, se non dal partito di Visco?MA quel che e’ peggio, e’ che l’opposizione a questa tassa e’ totalmente incompetente. Non possedendo nel bagaglio culturale la parola “enabler”, non si rendono conto ne’ mai hanno analizzato il RUOLO che Google adwords ha nel business delle PMI.

Nell spiegazioni che vedete sui giornali a “cultura Wired”,   vedete menzionare la paura che “calino gli investimenti nell’ IT italiano” (quali?) , vedete menzionare la paura di “isolamento telematico”, e NEANCHE UNO tra i commentatori “specializzati” menziona il fatto che i sistemi pubblicitari di Google e Facebook rappresentano l’unico modo ECONOMICAMENTE SOSTENIBILE, per le PMI che esportano, di avere un marketing e un advertising GLOBALI.

Non c’e’ bisogno di menzionare la fine degli investimenti nell’ IT italiano, o lo stop alle startup italiane, o l’isolamento telematico. State semplicemente tassando un vero e proprio STRUMENTO DI LAVORO , preziosissimo, usato dalle PMI italiane per fare marketing e advertising sul mercato globale.

Le state, cioe’, azzoppando ancora di piu’.

Questo andava detto. Dai “competenti” dell’opposizione. E forse anche dai “guru”.

Uriel