Aluin.

Come ogni 31 di Ottobre, la gente anziche’ farmi gli auguri di compleanno si dedica ad uno strano hobby, che consiste nel chiedersi se bisogni o meno festeggiare Hälloween, detto anche Shamäin, detto anche “al di’ di mört” dai ferraresi che scrivono con tastiera tedesca. Poiche’ questa disattenzione verso il mio compleanno mi irrita, intendo rispondere definitivamente a questa importantissima, fondamentale questione sul futuro dell’umanita’

Innanzitutto, ne ho pieni i coglioni di gente che tira fuori l’antichissima festa di Shamäin. Il fatto che una festa caschi nello stesso giorno di una festa dei celti non significa che sia la stessa festa. I celti non mandavano i bambini a bussare alle porte delle case per dire ‘dolcetto o scherzetto’, per una semplice ragione. Le loro capanne non avevano la porta, ma un drappo di pelliccia. Se riuscite a bussare su una porta cosi’ , siete celti.
Halloween e’ nata negli USA, e non e’ nemmeno cosi’ diffusa in Irlanda o in Inghilterra, se non dal momento in cui e’ arrivata dagli USA. Che vi piaccia o meno, i celti non facevano niente come ‘Halloween’. Certo, per loro il 31 ottobre i morti tornavano sulla terra, ma presso gli Sbronzit della Cipperania il 31 dicembre si pagava l’IVA. Adesso non e’ che dovete venire a rompere le palle con la storia che Helloween festeggia le tasse della Cipperania. Il 31 ottobre casca piu’ o meno in tutto il mondo, e quindi per ogni popolo avra’ un significato diverso, tipo “sbattesega”, o “giorno qualsiasi” o “si paga l’IVA”, o “la Zollia BidoneAspiratutto ha accettato di uscire con me”.

 

In secondo luogo, i celti sono un popolo che e’ stato di moda per molti anni. Come ogni cosa che sta di moda per molti anni, e’ stata un tantino sopravvalutata. Per esempio, praticamente ogni popolazione di cui non si capisse bene l’origine e’ stata definita celta. Secondo alcuni, i Celti arrivavano sino alla Turchia , per altri erano celti gli emigrati di Ceppaloni che lavoravano in FIAT a torino , altri ancora confondono i celti coi germani, e tante altre cose.
In generale i celti non scrivevano. Se mi dite che avevano le Rune, meritate di essere schiavi di Dildix il Druido, molto popolare per via di alcune tradizioni orali. Le Rune erano una cosa dei popoli germanici, i celti non hanno mai scritto una cippa, e se credete che l’Ogamico fosse una scrittura, Dildix vuole presentarvi la sua ultima invenzione, detta “trenta piani di durezza”.  E vi dico solo una cosa: se Stonehenge vi sembra un data center, immaginate com’erano i loro sexy shop.
Questo cazzo di equivoco nacque perche’ i normanni invasero il nord dell’inghilterra, e siccome anche i celti venivano dal nord rispetto alle zone che oggi chiamiamo inghilterra, la gente pensava che le rune dei normanni fossero celte. La variante inglese delle rune -peraltro apparsa verso il 1600 in alcuni voncenti cristiani- non ha un cazzo a che vedere coi celti.
I celti non scrivevano. Si tramandavano la tradizione orale, il che significa che il sapere dei celti cambiava ogni tre generazioni. Chiunque abbia studiato teoria dei segnali e costellazioni statistiche sa bene quanto possa durare , invariato, un sapere orale. Dopo tre generazioni il druido Muroditufix  non sapeva un cazzo di quanto sapeva il suo antenato, Stationvagonix.
Stabilito che la cultura celta era un ottimo generatore di numeri casuali, ma niente di piu’, occorre uscire dalla sopravvalutazione per capire come Helloween non c’entri con loro. Innanzitutto, la cultura orale si tramanda bene quando parlate una lingua semplice e senza ambiguita’. Se prendete gia’ Tacito, che pure parlava una sua versione personale di latino , il suo sapere si e’ salvato perche’ era SCRITTO. Il Latino di Tacito era , per intenderci, un latino come lo avrebbe parlato un turista svizzero dopo una settimana di vacanze a Bari, se fosse tornato indietro e avesse detto “adesso io rifare, ja!”.

Se tacito avesse voluto fare una tradizione orale, sarebbe successo quello che succede nei licei italiani:

  • Chi mai , la Spagna e la Francia, a disposizione , sotto un cielo grigio, Germania avendo vivere vorrebbe?
  • Ma che cazzo dici? Ma come parli?
  • Stolto, taci ed impara! Impara et tramanda!
  • Ma stolto a chi? Parli come un frullatore ! Cazzo, ma non si puo’ imparare della roba cosi’!
Ora, della lingua celta si sanno poche cose, se non il fatto che fosse ancora piu’ incasinata del latino di Tacito. Il che esclude radicalmente che sapessero qualsiasi cosa, non avendo la scrittura.
Questo spiega molte cose. Per esempio, i celti non si lavanano per tutto l’Inverno. Non avendo una lingua scritta, non potevano tramandarsi cose come le terme, “se scaldi l’acqua ti puoi lavare”. Cosi’ si spalmavano di burro rancido o di grasso di suino all’inizio dell’autunno, e tiravano avanti cosi’ sino a primavera. Se andate nei musei trovate i raschietti che usavano a primavera per togliere la crosta.
Ora, questo esclude radicalmente, che so io, il sesso orale. Magari qualcuna/o ci ha provato. Chi ha provato e ha fallito? Ci ha provato ed e’ morta. Voglio dire, in confronto il Gom Jabbar di Dune sembra una stronzata da ragazzini.

 

Helen Gaius Mohiam prima di tentare il pompino a Fungoporcinix
Helen Gaius Mohiam dopo il tentativo.

 

E questo e’ nulla. Poiche’ i celti avevano un calendario lunare, il mestruo delle loro donne era precisissimo. Non so che diavolo c’entri, ma sembra che alle femministe piaccia pensare che i romani avessero la clessidra da polso e le donne celte avevano il calendario da passera. Ora, se immaginate una popolazione che non si lava per sei mesi, potete capire cosa succedesse nelle case dei celti d’inverno:
  • Amatricianix, tesoruccio, non vieni a letto?
  • Ehm… no. Vado a caccia di cinghiale.
  • Di notte? MAddai… vieni da me. Non vedi che ho messo la salopette di bisonte? (tono di voce salopettico (1) )
  • Ehm.. no. Moglie mia, e’ giunto il tempo di uccidere quel maledetto cinghiale che infesta i nostri boschi!
  • Uffa, sempre cinghiale!
Non ci vuole molto a capire per quale motivo i celti preferissero la caccia al cinghiale: con quelle abitudini igieniche, il letto di casa era un luogo di oscuri pericoli, paludi rosse di sangue -e non c’entrano i nemici uccisi in battaglia- e peggio, salopette di bisonte.
Una festa come Halloween non poteva esistere, perche’ sarebbe finita cosi’:
  • Flap, Flap (provate voi a fare toc toc dove le porte sono pelli di animale)
  • Uffa. Chi flappa alla porta a quest’ora?
  • Ta-ta: dolcetto o scherzetto!
  • Aha. E che cos’e’ un “dolcetto”?
  • Ehm… beh, e’ una piccola opera di pasticceria adatta ai bambini.
  • Smamma. Non c’e’ alcuna prova archeologica di pasticceria celta.
  • Ma allora faremo lo scherzetto!
  • Per esempio?
  • Beh, potremmo dare fuoco alla sua salopette di bisonte, signora.
  • Questa non e’ una salopette di bisonte.
  • Ma la pelliccia…
  • Sono uscita nuda dalla bacinella di lardo rancido. Vai al punto: questo scherzetto?
  • ….
A parte il fatto che i celti non avessero nemmeno la depilazione, non sembra una gran festa per i bambini.
Tornando a bomba, rimane la domanda. E’ sensato che in Italia si vada in giro a bussare per chiedere “dolcetto o scherzetto?”. Apparentemente si, fino a quando non incontrate la casa di un fisico quantistico. Tipo, voi suonate a casa di Immirzi, e chiedete “dolcetto o scherzetto?”. A quel punto, se le due cose sono mutuamente esclusive, l’universo forka in due universi paralleli. Essi hanno tutto , ma proprio tutto -compreso Morgan dei Bluvertigo- idendico, tranne la scelta “dolcetto”, mentre l’altro, sempre fornito della sua copia di Morgan dei Bluvertigo, ha la scelta “dolcetto”. Se escludiamo la proliferazione di universi paralleli, non sembra cosi’ grave. I fisici quantistici potrebbero evitare di rispondere per Halloween, dopotutto.
Qualcuno dice che non si tratti di una tradizione italiana. Il guaio e’ che i cultori di Halloween potrebbero dire che e’ l’Italia a non essere una tradizione. La festa di Halloween inizia a diffondersi negli USA prima che arrivi l’unita’ d’Italia. Morale: non esistono tradizioni italiane. Qualcun altro mi dira’ che la sente come una cosa estranea, mentre le feste locali , che avvengono da secoli dentro i confini italici, gli danno un senso di familiarita’.  Aha.
Ci sentiamo gia’ a casa. Mica come Halloween.
Ora, a parte il fatto che vista l’eta’ dell’italia come identita’ non e’ cosi’ scontato che esista una “tradizione italiana”, al massimo sara’ una moda, c’e’ da dire che non tutte le feste locali sono piu’ belle di Halloween. Voglio dire, se voi avete il diritto di vestirvi da idioti, parlare dialetti coi quali non potreste descrivere neanche il 10% della vostra vita e mangiare porcherie arcaiche, siete liberi di farlo:
Pero’ dovete sapere che non sembrate tanto piu’ furbi di quelli vestiti da strega.
Anzi, sospetto che cambierei volentieri una festa con l’altra.
C’e’ chi tira fuori il fatto che i cristiani abbiano messo le loro feste sopra le feste pagane. E che quindi tutte le liturgie sono simili, e persino alcune figure siano copiate. E siccome confondono i celti coi germani, tirano fuori quanto simile sia Cristo e Odino.
Si, e’ vero, Odino rimane crocefisso ad una quercia sino a quando gli vengono date le rune e si libera, dopo nove giorni, pagando questa preziosa conoscenza facendosi strappare un occhio dalla testa. Siccome rimane crocifisso allora tutti dicono che Cristo abbia copiato, o che siano sincretismi, ma non e’ detto che ogni tizio che rimane crocefisso sia la stessa cosa. Dopotutto, se iscrivete vostro figlio a certi gymnasium privati, vi costa un occhio della testa, vi fanno penare nove giorni per ammetterlo, e gli insegnano si e no l’alfabeto. MAgari l’Edda Antica era una metafora delle scuole private tedesche.
Che poi Odino e Cristo ci azzeccano niente. Tralasciamo le differenze caratteriali -nella storia tipica Odino avrebbe impalato Ponzio Pilato , i rabbini e tutta la compagnia- , i problemi sono proprio di tipo semantico. Cioe’, se io prendo del vino e dico che questo e’ il mio sangue, va tutto liscio. E’ facile immaginare che il vino sia sangue.

Ma adesso  immaginiamo Odino in Baviera che cerca di fare la stessa cosa. Sono lui e i 12 guerrieri , e le tre Heidi (che non tutti magari possono avere tre Marie). Allora Odino prende un grosso boccale di birra, rende grazie, e dice una cosa tipo:

  • Odino: Prendete e bevetene tutti, questo e’ il mio sangue offerto in sacrificio per voi.
  • Wulwaiv: uhm. Sei sicuro che sia proprio il tuo sangue? Dall’aspetto si direbbe semmai…
  • Odino: ehi, sei sordo? Ho detto che e’ il mio sangue! E’ una cosa spirituale! Si chiama transustanzazione!
  • Wulwaiv: uhm. Sara’, a me sembra un po’ di nefrite, ecco tutto.
Anche con il pane non va molto meglio. E’ facile prendere del pane e dire che e’ il tuo corpo. Il mondo e’ pieno di proverbi tipo “buono come il pane” o “e’ un pezzo di pane”. Ma se ci mettiamo Odino diventa un poco piu’ complicato. Cioe’, abbiamo Odino , sempre alla stessa cena, che prende un wurstel , lo offre ai suoi guerrieri e dice tipo :

  • Odino: Prendete e mangiatene tutti, questo e’ il mio corpo offerto in olocausto per voi.
  • Heidi die Hure (2): ehm… quello non e’ tutto il tuo corpo, vero?
  • Odini: mbeh? Che c’e’? Ancora con sta storia? E’ una cosa spirituale!
  • Heidi die Hure: beh, forse un bratwurst(3) andava meglio.
  • Odino: e va bene, e va bene. Datemi un bratwurst. Ecco. Questo e’ il mio corpo, eccetera, eccetera. Heidi die Hure, vuoi provare tu?
  • Va bene.
  • ….
  • ….
  • ….
  • ….
  • Odino: uhm. Heidi, ma tu non  mastichi mai mentre mangi?
Insomma, sono palle. Odino e’ Odino e Cristo e Cristo. Non ci azzeccano niente.
Cosi’, torniamo a bomba. Per quanto ne vogliate dire, Helloween e’ una festa americana nata due secoli fa circa, non ha niente a che vedere con celti e Germani. L’Italia e’ nata 150 anni fa, e non esistono quindi tradizioni italiane. Al massimo esistono tradizioni locali, molte delle quali sono altamente piu’ pagane e assolutamente estranee al vostro modo di vivere, ben piu’ di Halloween.

Quindi, non rompete i coglioni e spassatevela. E date ai preti le seghe che sono dei preti.

Uriel

(1) In francese, Saloppe significa bagascia. Salopette e’ una piccola bagascia, puttanella.
(2) Il corrispondente locale di Maria Maddalena e’ Heidi die Hure. Perche’ si.
(3) Wurst indica in generale la salsiccia. Il suffisso -el e’ un diminuitivo. Cosi’ wurstel e’ una piccola salsiccia, mentre altri tipi di Wurst, come il bratwurst, sono piu’ grandi. Il wurstel e’ , letteralmente, “piccola salsiccia”.