Ahi ahi ahi, effemmai.

Vorrei parlare di efficienza. In un senso particolare: come chiamereste un’azienda che nasce per offrire un servizio, che so io di aiutare gli anziani ad attraversare la strada, se il 100% degli anziani  “aiutati” finisse sotto un tram?  Lo chiedo perche’ questi sono i brillanti risultati dell’ FMI.

Con questo non voglio sostenere che le altre grandi istituzioni abbiano brillato di efficienza: l’ FMI pero’ si distingue per la sua assoluta mancanza di risultati. Anzi, ad essere sinceri, si distingue per aver sempre ottenuto IL CONTRARIO di quanto si proponesse di fare.

Possiamo distinguere l’azione dell’ FMI in tre aree: quella del prestito in se’ e per se, quella delle “sponsorship”, cioe’ trovare una pletora di paesi che, dato un problema economico in un paese bisognoso, si offrissero di coprire o “garantire” il prestito, o perlomeno di votare perche’ il prestito fosse erogato, a condizioni precise. Infine, l’area di consulenza, che consisteva nel fornire il prestito solo dopo aver spiegato per benino come spendere quei soldi e come cambiare l’economia , cosa che coincideva con le condizioni richieste dai paesi “sponsor” del prestito.

Nella storia dell’ FMI questo ha prodotto solo disastri. Innanzitutto perche’ i prestiti venivano concessi in cambio di sontuose commesse alle aziende dei paesi sponsor. Il risultato e’ che io ti presto (o ti faccio prestare) 10, e tu non solo me li ridai affidando le commesse alle MIE aziende, ma poi paghi altri 11 all’ FMI.

Come se non bastasse, l’ FMI parlava solo con governi, il che significa che se nella repubblica di zumunugu (stato immaginario) il dittatore locale chiedeva dei soldi per coprire d’oro la sua trecentesima baldracca , gli bastava comprare l’oro da un gioielliere olandese e l’Olanda avrebbe sponsorizzato. Ovviamente, per far sembrare nobile l’operazione avrebbe anche fatto crepare di fame un poco di negri, cosi’ che l’ FMI e gli sponsor potessero dire “andiamo ad aiutare i negri”.

Il risultato di questa azione e’ che in definitiva l’ FMI ha appoggiato regimi corrotti, dittatori di ogni tipo, eccetera eccetera.

Quando i primi rapporti su questo effetto dei prestiti internazionali hanno iniziato a diventare pubblici, l’ FMI ha sempre risposto che loro parlano coi governi per statuto, che non possono rispondere dei governi locali, e che comunque avevano una larga percentuale di storie di successo, con paesi non proprio alla fame ma mediamente avanzati, e che grazie alla guida illuminata dell’ FMI e dei suoi consulenti avevano intrapreso politiche economiche capaci di portarli alla ricchezza.

Diversi paesi si sono prestati a questi “consulenti”. Di volta in volta sono stati additati come esempi di successo, come per esempio l’ Argentina. Poi l’ Irlanda.

Dell’ Argentina c’e’ poco da discutere: un mix pazzesco di sttategie che non avevano nulla di ragionevole fu imposto alla classe politica dominante, in cambio di soldi. Questo non solo ha distorto l’economia e la finanza, ma ha foraggiato una classe politica estremamente corrotta. Quando ad un certo punto lo stato non e’ piu’ stato capace di garantire per il suo debito (che non era nemmeno altissimo, se la memoria non mi inganna stava sul 30% del PIL) e ha dichiarato il default, e’ successo che lo stato argentino ha dovuto sconnettere la propria moneta dal dollaro per via del crollo di cambio: altrimenti chiunque avrebbe potuto comprare una moneta argentina che svalutata dal default per pochi spiccioli, e farsela cambiare in dollari da una banca che non poteva eseguire il cambio.

Facendo cosi’ , pero’ , c’e’ stata un’inflazione del 330% in pochissimi giorni. La gente, che non riusciva a superare la prima settimana del mese con i nuovi prezzi, si e’ tuffata nelle banche a ritirare i risparmi. Solo che le banche non avevano liquidita’ per tutti, e il risultato e’ stata la serrata, la fame, le rivolte.

E’ lo stesso rischio cui ci ha esposti la genialata di Prodi: per salvarci dal default ci ha messi nelle stesse condizioni valutarie dell’Argentina, rischiando che un’uscita improvvisa dall’euro raddoppi improvvisamente i prezzi, eccetera eccetera. Se c’e’ una cosa falsa e’ che “entrare nell’euro” crei una situazione migliore in caso di default: se vogliamo dichiarare default per liberarci da quel peso, PRIMA dobbiamo uscire dall’ Euro. Del resto, la situazione argentina mostra che legarsi ad una moneta piu’ forte non diminuisca affatto le probabilita’ di andare in default: ne amplifica semplicemente gli effetti.

Dopo il fallimento dell’ Argentina, alcune voci hanno chiesto conto all’ FMI, specialmente quando il nuovo presidente argentino ha preferito rivolgersi ai cinesi per un prestito in forma di investimenti, e ha dichiarato “c’e’ vita fuori dall’ FMI, ed e’ una buonissima vita”. Cosi’, per tenersi alta la reputazione, l’ FMI continuava a citare il “miracolo irlandese”, ultima pretesa di successo di quel patetico branco di cialtroni incompetenti e corrotti.

L’ Irlanda e’ stata , per fare un paragone, un serpente che ha cercato di riempirsi la pancia ingoiando la propria coda. Fino a quando il serpente aveva a disposizione altri centimetri di se’ medesimo da ingoiare, si e’ sentito sazio. Il problema e’ venuto con la crisi di liquidita’, quando i debiti hanno presentato il conto.

Il risultato e’ la situazione attuale: 4 milioni di persone hanno debiti per 400 miliardi di dollari: 400.000 dollari a testa, in media. E parlo di debiti personali, non di debito pubblico, che non e’ nemmeno un problema piccolo. In cambio, negli anni scorsi hanno riformato il welfare ed il sistema pensionistico, alleggerendoli.

Come da “consulenza” della mitica FMI.

Ovviamente, tutto questo “boom” della “tigre di smeraldo” non era altro se non un serpente che si ingozzava divorando se’ medesimo: tutti questi debiti non potevano che presentare il conto, e come se non bastasse quando la popolazione si impoverisce si trova con un welfare spogliato e con un debito pubblico pericoloso.

Non e’ ben chiaro in che modo l’ Irlanda potra’ uscire da questo disastro : si tratta sempre di un paese che , fuori dalle speculazioni, ha come principale materia prima la torba, seguita dalla patata. Le aziende che si occupavano di tecnologia la stanno lasciando temendo che lo stato elimini i privilegi fiscali concessi, i cittadini si sono infilati in una speculazione edilizia senza limiti, comprando nuove case a ritmi impressionanti. Il lavoro e’ stato reso “attraente” per le aziende straniere, il che significa che gran parte dei mutui sono, di fatto, subprime perche’ sono concessi a gente senza prospettive.

Per alleggerire la pressione fiscale almeno sulle aziende investitrici lo stato ha abbassato la pressione fiscale, demolendo quel poco di welfare che c’era.

Oggi, quattro milioni di irlandesi sono senza prospettive per il futuro. Non hanno un welfare che li aiuti, e lo stato teme il default. Hanno 400.000 dollari di debiti a testa, in media.Il boom degli scorsi anni, cioe’, e’ stato semplicemente pagato col futuro.

Chi ha “diretto” la strategia irlandese? Indovinate un pochino: l’ FMI.

Certo, per gli Irlandesi non deve essere una gran consolazione sapere che agli islandesi, consigliati dalle stesse teste, sia andata peggio. E neanche sapere che con il crollo delle due isole finiscono le ultime “storie di successo” dell’ FMI, che oggi ha solo dei clamorosi fallimenti nel proprio portfolio, deve farli stare meglio.

La politica dell’ FMI verso paesi con potenzialita’ avanzate (come l’ Irlanda) , sinora e’ sempre stata di appoggio alla finanza anglosassone: prendono un paese , iniziano a suggerire pratiche assurde finanziando in cambio la classe politica che li pratichera’. I paesi colpiti da questa sciagura iniziano a fare una politica turbocapitalista, e guarda caso arrivano le aziende anglosassoni ad investire, causando un boom.

Il boom per le aziende che arrivano consiste nel trovare poche tasse (tanto, paga il cittadino del luogo che si trova senza welfare) , banche generosissime di liquidi, speculazioni edilizie e lavoratori che rinunciano ai diritti in cambio di lavori precari ma (finche’ dura) pagati un sacco.

Tutti iniziano a fare i ricchi, e gongolano perche’ sono diventati “la tigre di XYZ”, con XYZ come elemento suggestivo nazionale. Tutti continuano ad additare queste nazioni come esempio, finche’ le aziende anglosassoni non decidono di tirare a bordo le reti. Nelle reti ci sono gli utili degli ultimi anni, licenziamenti e fine del credito. E i paesi, spogliati del proprio futuro, rimangono li’ ad agonizzare.

Fortunatamente, i paesi anglosassoni hanno applicato anche sulle proprie economie queste formule, fottendosi da soli. E oggi si vede chi fosse il “moderno” , chi fosse il “dinamico”, e chi fosse quello “ingessato”. Perche’ noi siamo ingessati per molti motivi, ma e’ meglio essere ingessati di gerontocrazia che per avere le ossa rotte.

Cosi’, quando leggo articoli dell’ FMI che criticano l’Italia mi viene sempre un brivido: e se fossimo il prossimo prescelto? E se fossimo destinati a diventare la prossima tigre, che con una politica “moderna ed al passo coi tempi” si mette a vivere come vuole l ‘ FMI? E se fossimo i prossimi che vogliono spolpare?

E se invece per qualche motivo le nostre resistenze a diventare “dinamici” e “moderni” fossero fonte di frustrazione per questa assoziazione a delinquere, e tutti i rapporti contro di noi fossero semplicemente lo specchio di tale frustrazione? Dopotutto l’ FMI non aveva nulla da ridire mentre facevamo debito, ne’ ha avuto da ridire quando e’ cresciuto l’indebitamento delle famiglie, ne’ ha protestato quando i grandi immobiliaristi sono divenuti soci di banche spingendo per il mutuo facile.

Credo di poter dire che l’abbiamo scampata bella. Temo che qualcuno si lasci incantare dalla possibilita’ di bruciare quel poco che abbiamo in cambio di una luminosa fiammata lunga pochi anni , tanto per essere, che so io, “la tigre di pizza” per qualche tempo, e poi l’agonia.

Ecco, c’e’ un modo di reagire a tutto questo: quando l’ FMI pubblica un rapporto che critica l’economia italiana, lanciare ceci e ridergli in faccia.

Che quei patetici incompetenti, corrotti e succhiasangue , non dovrebbero nemmeno avere il coraggio di uscire di casa. Che si mettano anche a dare lezioni , visti i risultati ottenuti dal loro operato, e’ piu’ ridicolo che altro.

Non meritano neanche disprezzo, solo risate e ceci.

E sapere che la sinistra riformista li consideri “moderni” mi fa tremare; significa che se andasse al potere il buon D’Alema diventeremmo la nuova Irlanda: prima un periodo di splendore, poi un disastro come quello irlandese. Certo, in quei 5-10 anni di legislatura D’Alema potrebbe (come la premier irlandese) vantarsi di aver prodotto l’economia “tigre”. Solo che poi arriverebbe il conto.

Uriel

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