A domanda rispondo.(FAQ)

Perche’ ce l’hai con gli anglosassoni?

Non ce l’ho con gli anglosassoni intesi come persone. Ce l’ho con la loro cultura. O meglio, con la pretesa di assimilare a tale cultura il mondo intero. Dal mio punto di vista l’Italia e’ un paese esclusivamente latino. E bada bene che non la penso diversamente da loro, perche’ se vai negli USA e parli con le persone, per loro tu sei piu’ “latinos” che “white”, anche se non sei propriamente ispanofono. La pura e semplice verita’ e’ che siamo un paese latino che si ostina a voler imitare i paesi dell’area mitteleuropea o anglosassone, credendo che questi paesi siano “piu’ progrediti”, mentre sono semplicemente diversi. Il diritto codificato di stampo illuminista e’ anni luce davanti a quell’ammasso di barbarie semiordalica che e’ la common law, e mi sento di dire che sia meglio avere una Mara Carfagna per una legislatura che una Lady Diana come icona per l’eternita’. Mi sento piu’ vicino a paesi come la Spagna, il Brasile, il Portogallo e (campanilismi a parte) alla Francia, e ritengo che noi dovremmo avvicinarci maggiormente alla cultura della rivoluzione francese (cioe’ dell’illuminismo ) piuttosto che a quella di Cromwell, che e’ la cultura della massa stupida. Mentre la cultura illuminista, con il suo enciclopedismo ed il suo intento educativo, e’ la cultura della massa intelligente, o perlomeno educata.

Perche’ ami cosi’ Putin?

Perche’ nel giudizio che diamo della Russia continuiamo a riferirci al comunismo, che onestamente ha inventato ben poco rispetto ai precedenti 600 anni di zarismo. Il comunismo e’ stato semplicemente uno zarismo non ereditario , con qualche velleita’ illuminista. La storia russa e’ dominata dal conflitto perenne e ricorrente tra il centro politico e la periferia economicamente forte. Quando le periferie economicamente forti minano il potere del centro, esso reagisce sterminando i boiari della situazione e riportando l’ordine con le maniere forti. Questo e’ un meccanismo che si ripete con la precisione di un orologio da 600 anni, e non dipende ne’ da Putin ne’ da chiunque altro. Il piu’ perfetto governo democratico che si affermasse in Russia vedrebbe crescere enormi aggregazioni di ricchezza in periferia, e i nuovi ricchi inizierebbero ad inficiare il potere del governo centrale. A quel punto, la medesima democrazia non farebbe altro che reagire (su richiesta dei russi) sterminando i nuovi ricchi, perseguitandoli o distruggendoli in qualche modo. Il problema e’ che le periferie confinano con gli stati vicini, e il risultato di questo fatto e’ che i nuovi ricchi spesso sono collusi con stati stranieri. Quando il governo centrale li stermina , il risultato e’ che gli stati stranieri si vedono ammazzare gli amichetti e accusano il governo russo di autoritarismo. Ma questo e’ un meccanismo storico che si ripete ciclicamente in Russia, e non ha mai inficiato ne’ modificato la natura civica di alcun governo.

Perche’ parli cosi’ tanto di finanza?

Poiche’ la finanza non fa altro che discutere di meccanismi di interazione materiali, anche se regolati da leggi astratte e generali, essa dovrebbe essere una branca della fisica a tutti gli effetti. Invece se ne e’ voluta fare una particolare branca della matematica, con la sola differenza che non ci sono i logici a supervisionare le cose. Il risultato e’ una teoria che e’ fisica nella misura in cui si riferisce alla realta’, ma viene affrontata con presunti strumenti della matematica per acquisire autorevolezza, e viene regolata in maniera completamente ideologica, senza richiedere verifiche sperimentali come vorrebbe una scienza fisica propriamente detta. Demolire gli assunti apodittici, i ridicoli flogisti e le pietre filosofali degli economisti e’ una lotta del raziocinio contro la superstizione, esattamente come qualsiasi altra divulgazione scientifica.

Perche’ disprezzi cosi’ gli altri blogger?

Come scrisse qualcuno, non entrerei mai in un club cosi’ decadente da accettare me come socio. Ritengo che la blogsfera abbia avuto una buona chance di essere qualcosa di diverso dalla solita italietta che odiamo tanto. Poiche’ le cavallette si spostano verso le zone ove troveranno cibo, questo ha attirato i soliti falliti come i Wu Ming o i Carmillati, i quali hanno replicato sui blog il solito meccanismo di coazione fans/star che troviamo nella vita reale. Il risultato e’ che buona parte della blogsfera si spara le stesse provincialissime e pacchiane pose che si vedono in TV o nell’editoria, e la tamarreide (cioe’ la saga delle genti tamarre) che vediamo ovunque si e’ replicata anche qui. E ovviamente ritroviamo anche sui blog quel narcisismo personale cosi’ malato che e’ tipico del paesello, ovvero della situazione nella quale il minchiadura della situazione puo’ confrontarsi con gli altri (pochi) abitanti del luogo per stabilire una gerarchia. In situazioni piu’ metropolitane questo non e’ possibile perche’ l’alto numero di abitanti rende impossibile stilare una gerarchia statica, e questo illustra quanto provinciale sia il culto della posizione in classifica. Quindi, ho un blog ma non mi ritengo un blogger, cosi’ come possiedo un’automobile ma non mi ritengo un automobilista. Nel senso che non provo alcun senso di appartenenza, responsabilita’ o adesione verso nessun gruppo solo perche’ ho aperto un blog.

Ma anche tu disprezzi la stampa ufficiale. Perche’?

Un giornale oggi non guadagna soldi con il prodotto, ma ha due fonti di entrate: la pubblicita’ ed i finanziamenti pubblici. Se a questo uniamo il fatto che un giornale sia un’impresa, otteniamo che i mass media italiani ed occidentali, TUTTI, soffrono di uno spaventoso conflitto di interessi. Essi si trovano a non poter essere troppo caustici con lo stato per non inimicarselo, cosi’ da perdere i finanziamenti pubblici. Si trovano anche a non essere troppo caustici con l’industria, per non perdere contratti pubblicitari. Si trovano anche a non essere troppo caustici con la finanza, per non perdere azionisti. Ora, capite bene che l’unica verita’ scomoda che un giornale italiano potra’ mai rivelarvi riguarda qualcuno che non e’ finanza, non e’ industria, non e’ stato. Cioe’, le uniche verita’ scomode possono essere quelle della cronaca nera e della cronaca rosa, cioe’ il gossip. Negli USA mancano i finanziamenti dello stato , ma abbondano sia la pubblicita’ che la finanza, col risultato che i giornali USA possono fare inchieste contro la politica ma NON contro l’industria o la finanza. In definitiva, l’idea che la stampa occidentale sia LIBERA e’ ridicola. La stampa cinese, per esempio, prende ordini “solo” dallo stato. Puo’ cosi’ parlare male sia della finanza che dell’industria, ma non della politica. La stampa italiana, quindi, ha i limiti di quella cinese perche’ ha lo stato come padrone, ha i limiti di quella occidentale perche’ ha le aziende come padrone e ha i limiti di quella squisitamente americana perche’ ha come padrone anche la finanza. A questo si aggiunge, caso unico al mondo, l’ Ordine dei giornalisti, cioe’ una spece di satrapia autoorganizzante e dispotica che seleziona i propri membri per cooptazione e nepositmo, come da statuto. Come puoi amare una stampa meno libera di quella sovietica?

Perche’ posti in continuazione immagini di donne “extralarge”?

Posto spesso immagini di donne molto grandi , oltre che per personalissimo gusto, per due motivi fondamentali. Il primo e’ quello di bilanciare (ah ah ah) un mondo fatto di fisici formattati, impossibili e fotografati secondo un’ideologia secondo cui e’ d’autore tutto cio’ che vola negli alti cieli di Platone, lontano dalla carne. No, il piacere e’ vicino alla carne.

Il secondo motivo e’ che ho una percezione del piacere assolutamente infantile, puerile, primitiva. Mi pongo di fronte al piacere con la sguaiata risata del bambino che capisce , ad occhi sgranati, di essere in un deposito di dolci, senza limiti, e quasi non sa da dove iniziare mentre cerca di mangiarli prima con gli occhi. Non voglio mediazioni, problemi di linguaggio, semantiche ed altre cazzate tra i piedi, quando mi diverto. Non ho bisogno di nulla che sia “raffinato” o “ricercato”: per me il piacere e’ un tuffo ad occhi chiusi nella nella gioia infantile dell’abbondanza. E lo schema e’ infantile : mi piace il gelato , quindi molto gelato mi piace di piu’.

Non percepisco niente come la continenza o l’intelligenza nel piacere. Non mi interessa nemmeno addentrarmi in profondita’ che vadano oltre l’immediato soddisfacimento dell’appetito : a chi vorrebbe che la qualita’ compensi la quantita’ rispondo che la quantita’ e’ l’unica qualita’ che mi interessa davvero.E spesso neppure il “tanto” mi basta, perche’ l’ubriachezza dei sensi che cerco si ottiene solo grazie al “troppo”.

Uriel

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